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Terra e Acqua

Terra

L'inizio
L'evoluzione geologica della Valle del Sarca ha inizio in epoche molto lontane, che può essere riassunta in alcune tappe fondamentali: una lunga fase mesozoica dove si sono accumulati i depositi che costituiscono le rocce sedimentarie della Valle, seguita dalla fase di formazione della catena alpina che provocò il sollevamento, deformazione ed erosione delle rocce.

L'aspetto finale
La valle è di formazione glaciale, infatti è stata interessata dall'azione erosiva e abrasiva dei ghiacciai che mutarono la sua forma a V e la plasmarono, specialmente nell'ultima epoca glaciale, in una conformazione ad U.

Due paesaggi in esclusiva   
Elementi caratteristici dell'ambiente del Basso Sarca sono il Lago di Garda e il contrastante entroterra di natura tipicamente alpina, nonché la spiccata differenza morfologica dei fianchi della valle: quello occidentale, caratterizzato da ripidi pendii rocciosi, terrazzamenti e boscaglia sub-mediterranea e quello orientale, dominato dal Monte Stivo che si presenta uniforme e ricoperto di bosco.
Un elemento morfologico caratterizzante questo tratto di valle sono le Marocche di Dro, il più imponente scoscendimento dell'arco alpino che ha determinato l'articolazione del corso del fiume modificandone le pendenze e presentando in alcuni tratti un alveo ghiaioso e in altri giganteschi cumuli di massi che si accompagnano alle rotondeggianti colline moreniche e ai terrazzamenti del fiume, per cui l'insieme riveste estremo interesse geomorfologico.


Acqua

Il Basso Sarca fa parte del bacino idrografico del fiume omonimo che nasce dalle montagne del Gruppo Adamello-Presanella e dalle Dolomiti di Brenta, e prosegue il suo percorso per quasi 80 km fino a immettersi nel Lago di Garda. Il tratto di fiume ricompreso nella Rete di Riserve basso Sarca si estende dalla forra del Limarò alla foce nel Lago di Garda, per uno sviluppo complessivo di 27 km.

Trasformazioni e mutamenti
Verso la metà del secolo scorso l'idrografia di questo tratto della Sarca è stata influenzata in modo importante da opere di sistemazione e difesa degli argini, da pesanti modifiche al suo corso naturale, oltre che dalle derivazioni a scopo idroelettrico.
Sono state quindi modificate la morfologia del fiume, ridotte le portate e il trasporto solido con conseguente incisione dell'alveo, riduzione della sua ampiezza media e azzeramento delle dinamiche morfologiche interne.
Queste modifiche apportate al reticolo idrografico del basso corso della Sarca hanno pesantemente alterato il naturale sistema di affluenti del fiume, quali il Torrente Rimone e il Rio Salone.

Un fiume in buona salute
Fortunatamente l'acqua della Sarca raggiunge in molti tratti qualità elevate e buone, segno che le sostanze chimiche derivanti dalle attività umane sono inferiori ai limiti stabiliti dalla normativa e che le comunità biologiche sono molto simili a quelle presenti in un corso d'acqua naturale non alterato.

La stessa acqua
Il basso corso della Sarca si contraddistingue per la presenza dei laghi di Santa Massenza, Toblino e Cavedine, strettamente legati da una comune evoluzione geomorfologica cominciata successivamente all'ultima glaciazione. La loro funzione pratica di serbatoi idroelettrici ha provocato sensibili alterazioni fisiche, idriche e biologiche che li rendono difficilmente balneabili per le temperature molto fredde delle acque e il livello idrometrico variabile.

Forra del Limarò
(foto di Rete di Riserve Basso Sarca)
Erosione
(foto di Baldessarini Paolo)
Marocche di Dro
(foto di P. Flamini)
Bus del Diaol
(foto di Filippo Zibordi)
Valle della Sarca
(foto di Nino Matteotti)
 
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