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Flora

Un "orto botanico a cielo aperto", così si può definire il territorio attraversato dal basso corso della Sarca che vanta un'innumerevole varietà di specie: da quelle tipiche del clima submediterraneo indotto dal Lago di Garda, passando attraverso la zona arida delle Marocche fino ai primi avamposti della vegetazione tipica dell'arco prealpino.

La vegetazione delle sponde
D'altra parte, l'asta del fiume è stata pesantemente modificata nel tempo e la vegetazione spontanea tipica delle rive, fatta da arbusteti e boschi ripari, è ridotta oggi a pochi nuclei sparsi. L'arrivo di specie alloctone (provenienti da altri areali e particolarmente invasive) ha contribuito a alterare l'equilibrio naturale, contrastando le specie originarie.

I campi coltivati, tra leccio e pino nero
L'area che circonda la Sarca è inoltre vocata alle colture agrarie particolarmente estese nei tratti Sarche-Pietramurata e Ceniga-Arco. La tradizione vinicola della Valle del Sarca ha origini antiche e tra i vini prodotti spicca per la sua unicità il Nosiola dal quale si ricava il pregiato Vino Santo. Altro frutto antico, diffuso soprattutto nei dintorni di Dro, è la susina, in passato coltivata soprattutto negli orti familiari, che ha meritato il riconoscimento dell'ambito marchio DOP. Le coltivazioni sono più limitate in destra orografica del fiume, dove questo scorre a ridosso delle frane postglaciali, oggetto di estesi rimboschimenti con pino nero che si alternano a formazioni termofile e leccete.

Himantoglossum adriaticum
(foto di Rete di Riserve Basso Sarca)
 
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